Nel rigettare il ricorso proposto da una donna nei confronti del Ministero della Salute, avverso una sentenza di appello resa nel 2014 con la quale veniva confermato il rigetto della domanda di risarcimento dei danni all’integrità psicofisica riportati a seguito di un ciclo di inoculazioni antipoliomielitiche cui era stata sottoposta nel 1961, la III Sezione Civile della Corte di Cassazione ha confermato un consolidato principio di diritto secondo il quale “Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi assume di aver contratto una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo decorre, a norma degli artt. 2935 (Decorrenza della prescrizione) e 2947 (Prescrizione del diritto al risarcimento del danno) del codice civile, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche”.

Secondo i Giudici della Suprema Corte, ai danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie si applicano gli stessi principi che vigono per i danni da emotrasfusione: ovvero la responsabilità del Ministero della salute, per i danni subiti a seguito di cicli di vaccinazioni o conseguenti ad infezioni da virus (EIBY, HIV e FICV) contratte da soggetti emotrasfusi, è di natura extracontrattuale. Pertanto, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto siffatte patologie, per fatto doloso o colposo di un terzo, risulta soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma del codice civile, non dal giorno in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui la patologia viene percepita ovvero può essere percepita. Il che significa che il termine di prescrizione non decorre dalla comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera, bensì dalla proposizione dell’istanza di indennizzo ai sensi della L. 25 febbraio 1992, n. 210, disciplinante “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”.