Nell’ambito delle azioni dirette alla semplificazione ed alla riduzione dei tempi procedimentali della crisi matrimoniale, il legislatore con la Legge 6 maggio 2015 n. 55 “Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra coniugi” è intervenuto in materia con un impianto normativo che consente ai coniugi separati di pervenire allo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale in tempi più brevi rispetto al passato. 

La nuova normativa, infatti, consente ai due coniugi che si sono separati consensualmente, di poter richiedere il divorzio dopo solo sei mesi (piuttosto che tre anni) dal momento in cui la separazione è definitiva con l’omologa. Il termine dei sei mesi inizia infatti a decorrere dalla data di comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale per la procedura di separazione personale. Tale termine si applica anche alle separazioni che, nate come giudiziali, si sono trasformate con l’accordo dei coniugi in consensuali.

Se invece la separazione è giudiziale, gli ex coniugi devono attendere un anno dalla pronuncia della separazione con sentenza passata in giudicato. In questo caso il periodo di separazione necessario per proporre la domanda di divorzio, è ridotto da tre anni a dodici mesi ed il termine per richiedere il divorzio decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale.

Le nuove disposizioni legislative, che sono intervenute sulla legge n. 989/1970 (legge istitutiva del divorzio), si applicano a prescindere che vi siano figli minori o maggiorenni non economicamente indipendenti e comunque in entrambi i casi (separazione consensuale o giudiziale) resta fermo il requisito della mancata interruzione, cioè  la separazione dovrà essersi “protratta ininterrottamente” e l’eventuale sospensione dovrà essere eccepita dalla parte convenuta.

La nuova normativa, inoltre, ha apportato una modifica all’art 191 del codice civile, in base alla quale lo scioglimento della comunione legale tra i coniugi avviene alla data della sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dinnanzi al Presidente del Tribunale e nella separazione giudiziale nel momento in cui lo stesso Presidente, in sede di udienza presidenziale, autorizza i coniugi a vivere separati.

Un provvedimento legislativo la cui ratio è rivolta alla semplificazione delle modalità di allentamento o scioglimento del vincolo matrimoniale, che rispetto al passato avviene in tempi decisamente più rapidi e probabilmente più consoni rispetto alle esigenze degli ex coniugi.

avv. Antonietta Minichino