Forse non tutti sanno che in via del tutto sperimentale e solo per l’anno 2015, con l’approvazione del D.Lgs n. 80/15, comunemente conosciuto come “Jobs Act”, all’articolo 24 è stato introdotto per la prima volta un particolare tipo di congedo per le lavoratrici dipendenti di imprese private vittime di violenza.

In particolare, alle donne inserite in programmi e/o percorsi di protezione debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dalle Case di rifugio o dai Centri antiviolenza sia pubblici che privati,  viene riconosciuto la possibilità di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi, garantendo l’intera retribuzione, la maturazione delle ferie e degli altri istituti connessi. Infatti, durante il periodo di congedo la lavoratrice ha comunque diritto di percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione corrisposta dal datore di lavoro, inoltre il periodo di congedo è computato ai fini dell’anzianità di servizio, della maturazione delle ferie, della tredicesima e del trattamento di fine rapporto.

Un’altra possibilità per la lavoratrice vittima di violenza di genere, a condizione che vi sia disponibilità in organico, è la richiesta di passare dal tempo pieno al part-time. È un diritto istituito dal comma 6 dell’articolo 23 del succitato decreto e prevede che la lavoratrice possa chiedere il part-time verticale o orizzontale nonché la successiva nuova trasformazione a tempo pieno quando lo richiede. Il periodo di congedo non deve essere per forza continuativo ma può essere fruito anche su base oraria o giornaliera per un periodo massimo di tre mesi da godersi nell’arco temporale di un triennio. Mentre, la fruizione su base oraria è consentita solo per le lavoratrici dipendenti in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga mensile precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. Anche se l’esercizio di tale diritto non è subordinato ad autorizzazione del datore di lavoro, resta in capo alla lavoratrice comunque l’obbligo di comunicare all’azienda la propria volontà di usufruirne di tali congedi, con almeno 7 giorni di preavviso, indicando la data di inizio e di fine del periodo richiesto e producendo l’idonea certificazione rilasciata dai predetti enti pubblici o privati.  Una lodevole iniziativa, che purtroppo al momento non è stata ancora prorogata per il prossimo anno.

avv. Antonietta Minichino