Nel rigettare il ricorso proposto da una donna nei confronti del Ministero della Salute, avverso una sentenza di appello resa nel 2014 con la quale veniva confermato il rigetto della domanda di risarcimento dei danni all’integrità psicofisica riportati a seguito di un ciclo di inoculazioni antipoliomielitiche cui era stata sottoposta nel 1961, la III Sezione…

Finalmente la Cassazione a Sezioni Unite, con la recentissima sentenza n. 2339 del 17 novembre 2016, ha finalmente posto un punto fermo ai contrastanti orientamenti in giurisprudenza in merito alla prescrizione delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione. La Suprema Corte ha, infatti, statuito che le pretese della Pubblica Amministrazione mediante tutti…

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 28492/2016, ha stabilito che si configura il reato di violenza sessuale anche quando il marito impone alla moglie rapporti sessuali ritenendoli “dovuti”. Infatti, secondo i giudici della suprema Corte l’esistenza di una relazione matrimoniale tra due soggetti non può giustificare “prestazioni sessuali” quando queste non sono condivise dal…

Nel corso degli anni nell’ordinamento italiano sono state introdotte dal legislatore diverse norme che, in linea col dettato dell’art. 32 della Costituzione, hanno per oggetto la tutela della salute della persona umana mediante la salvaguardia dell’ambiente di vita e di lavoro. Al cittadino è riconosciuto, quindi, il diritto di segnalare situazioni di pericolo per la…

I recenti fatti di cronaca hanno purtroppo riproposto il problema relativo all’impossibilità di controllare tutto quello che finisce in rete, procurando in alcuni casi, anche la condanna alla pubblica umiliazione. Una serie interminabile di giudizi, di offese, di condanne che a volte possono portare perfino ad atti estremi come il suicidio della persona oggetto delle…

Secondo l’ormai maggioritario orientamento giurisprudenziale, in caso di pubblicazione di messaggi diffamatori sulla bacheca di un gruppo di Facebook o di qualunque altro social, l’amministratore del gruppo può rispondere del reato di diffamazione aggravata ex art. 595, comma 3, c.p., in quanto, tali condotte hanno una potenzialità diffusiva pressoché incontrollabile e vastissima e “potenzialmente capace…