Se si ha intenzione di tradire il proprio partner, attenzione agli sms inviati all’amante, in quanto secondo i giudici della Corte di Cassazione bastano degli sms per provare il tradimento e richiedere la separazione con addebito a carico del coniuge che è venuto meno al dovere di fedeltà.

A stabilirlo sono stati i Giudici della Suprema Corte con sentenza n. 5510/2017 con la quale hanno sostanzialmente confermato la decisione della Corte di Appello di Milano che, chiamata ad occuparsi della separazione di una coppia del capoluogo lombardo, “ha giustificato l’addebito per la violazione dell’obbligo di fedeltà, in ragione della scoperta, nel novembre 2007, di messaggi amorosi pervenuti sul cellulare” del marito e successivamente scoperti e letti attentamente dalla moglie.

Ora aldilà del caso esaminato dai giudici, l’importanza della decisione della Corte di Cassazione sta nel fatto che i magistrati, hanno affermato che i messaggi scambiati con l’amante possono rappresentare la “pistola fumante” del tradimento e sono più che sufficienti a suffragare la richiesta di separazione con addebito a carico del partner infedele.

Tuttavia, bisogna ricordarsi che la lettura degli sms sul cellulare del compagno a sua insaputa può rappresentare comunque un reato per la legge italiana. Con la sentenza 596 del 10 marzo 2015, infatti, la Corte Suprema di Cassazione ha stabilito che impossessarsi del telefonino altrui, leggendone i messaggi e la corrispondenza privata, qualifica il reato di ingiusto profitto morale e delitto di rapina.

Insomma, un comportamento a dir poco censurabile a parere della Cassazione, che deve attenuare necessariamente la tentazione di frugare nella cellulare del proprio coniuge o convivente, magari approfittando della sua distrazione per leggere il contenuto dei messaggi.

Per questo motivo, prima di essere eventualmente denunciati dal proprio partner per l’eccessiva ingerenza nella sua sfera privata, è consigliabile affidarsi a un avvocato in modo da poter essere rappresentati e saper esattamente come difendersi e avanzare le proprie pretese in sede di separazione se non ci sono più le condizioni per risanare un rapporto ormai consumato.